Era il 2014 quando il gallerista Mario Mazzoleni fece l’intervista a Tommy Bonicelli ripercorrendo le origini della mia ricerca attraverso una carrellata di opere che riguardano tutto l’ambito della mia produzione di allora. Il video di questa intervista a Tommy Bonicelli purtroppo è di bassa qualità, ma quello che conta sono più le parole.
Attraverso questo racconto ripercorro l’archeologia della mia produzione attraverso una serie di opere manifesto che mi hanno portato a sviluppare nuove metodologie di produzione artistica e all’individuazione di un linguaggio unico e personale.
Il tema della memoria è fondamentale e la fotografia è il media prediletto per rievocarla. La memoria dell’esperienza vissuta, viene rievocata tramite l’immagine che diviene il pretesto attraverso la quale esprimere la mia poetica artistica.
Linee prospettiche, colature plastiche, opalescenze e sommersioni deformano il paesaggio, volti e fisionomie perdendo la loro identità sciogliendosi in una superficie liquida e vibrante generando, goccia dopo goccia un nuovo corpo che vive di luce riflessa.


