Il racconto diretto dell’artista e del committente sulla nascita della Madonnina di Luce, l’opera in mosaico di Murano e pietre dure in Via Franzini a Clusone.
TRA LE PIETRE ANTICHE E I MONUMENTI DEL CENTRO STORICO DI CLUSONE
Nel cuore del quadrilatero della cultura, tra la celebre Danza Macabra e l’Orologio Planetario di Andrea Fanzago , si staglia una nuova presenza luminosa che racconta l’incontro tra tradizione, devozione e arte contemporanea.
È la Madonnina di luce a Clusone, realizzata in vetro di Murano e pietre dure e installata nel Febbraio 2020 in Via Franzini sulla facciata dell’abitazione dei committenti Graziella e Pietro Benzoni.

IL LUOGO COME CORNICE STORICA E SPIRITUALE
Clusone è una città che vive il suo passato con presenza costante. Il Quadrilatero della Cultura è un asse simbolico che unisce opere sacre e civili, memoria collettiva e identità locale. La scelta di collocare una figura sacra come quella della Vergine Maria proprio su una facciata prospiciente quel contesto non è casuale: l’opera non vuole imporsi, ma inserirsi come un sussurro di luce, un complemento contemporaneo alle voci antiche della città.
La facciata di Via Franzini diventa “luogo sacro e scarno”, in cui le linee architettoniche storiche convivono con il nuovo mosaico: un dialogo fra pietra, vetro, sacro e quotidiano.
IDEA COMMITTENZA E VOLONTA’ SIMBOLICA
Quando Graziella e Pietro Benzoni si sono rivolti a me con l’idea di raffigurare la Vergine Maria, non si trattava soltanto di un desiderio devozionale: essi volevano che quell’immagine fosse luce, che facesse percepire la voce della sacralità attraverso materiali moderni, che divenisse un punto focale visivo e spirituale nel tessuto urbano.
Il soggetto della Vergine è un’icona profondamente radicata nella storia dell’arte e nella religione cristiana: usando vetro di Murano e pietre dure per conferire densità, trasparenza, brillantezza e resistenza.
ESTETICA: LUCE, TRASPARENZA E “GEMME”
Il mosaico non è statico: è pensato per dialogare con la luce del giorno. Le tessere in vetro di Murano funzionano da prismi minimi che rifrangono e diffondono la radiazione luminosa, simili a gemme incastonate nella parete. Le pietre dure, con le loro venature e sfumature, creano contrasti materici.
Il risultato è un effetto arcano e radioso: una figura sacra che sembra emergere da dentro la parete, che è nello stesso tempo “materia” e “trasparenza”, immanenza e visione spirituale. Questa è la Madonnina di Luce a Clusone.
Alcuni scatti del giorno della benedizione 16 Febbraio 2020.





